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20/07/2016 - Comunicato Stampa in merito alla notizia appresa dai quotidiani della denuncia contro un turista di nazionalità Polacca sorpreso nudo in una spiaggia del comune di Gela.

 

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Comunicato Stampa

Denuncia verso turista polacco a Gela

 

 

Data, 20/07/2016

L'unione Naturisti Siciliani si sente in dovere di esprimere la propria opinione in merito alla denuncia dell'uomo di nazionalità polacca sorpreso nudo in una spiaggia del Comune di Gela.

In tutta Europa prendere il sole o fare il bagno senza costume rappresenta una cosa naturale e abbastanza comune per la stragrande maggioranza della popolazione, e non è necessario che vi siano dei cartelli che lo autorizzino per vedere intere famiglie nude in spiagge e nei parchi pubblici.

Il comportamento del turista di nazionalità polacca rappresenta quindi una semplice leggerezza nel non aver considerato il diverso modo di pensare di una cultura spesso ipocrita e pseudomoralista (quella italica) in cui la nudità con ammiccamenti spesso ben poco velati è ben tollerata, mentre si continua a rifiutare una nudità libera e senza secondi fini.

Il naturismo in Italia non rappresenta un reato, infatti anche se non è legalmente riconosciuto, non vi è nessuna legge che lo condanni. Uno dei principi fondamentali della legislazione italiana recita: "tutto ciò che non è espressamente vietato è permesso". Ciò è stato dimostrato dal sindaco del comune di Pantelleria, che per autorizzare il naturismo nel territorio comunale ne ha semplicemente abrogato il divieto che era stato approvato con una ordinanza risalente agli inizi degli anni 80.

 

Riteniamo che i carabinieri potevano semplicemente invitare il povero malcapitato a rivestirsi invece di accusarlo di un reato che in tutti i paesi industrializzati e ritenuti civili (tranne purtroppo l' Italia) rappresenta un comportamento comune e del tutto naturale.

La Sicilia è una regione in cui il turismo rappresenta un potenziale di sviluppo immenso e quindi un immenso bacino da cui attingere migliaia di posti di lavoro.

I Carabinieri non limitandosi ad un semplice richiamo verbale, ma procedendo con quello che i gionralisti hanno definito "denuncia", hanno sicuramente arrecato un danno di immagine e quindi un danno economico ad una terra che dovrebbe provare a sfruttare tutte le sue possibilità per uscire dal degrado in cui si trova.

Il tema del naturismo viene troppo spesso affrontato in modo deformato e scorretto. E' giusto precisare che l'art. 527 del Codice Penale, menzionato in
qualche articolo di giornale sull'argomento in questione, non si riconduce assolutamente all'esposizione integrale della nudità, bensì ad atteggiamenti sessualmente espliciti. Qual'ora il turista fosse realmente stato accusato in base a questo articolo, potrebbe querelare i carabinieri per diffamazione e chiederne i darmi.
L'art. 726 del C.P., articolo che si prova ad affibbiare ai naturisti, non rappresenta più un reato ma semplicemente in illecito amministrativo, quindi in questo caso il turista avrebbe subito una semplice multa e non una denuncia.