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01/08/2018 - Comunicato Stampa: Nudisti e polemiche a Torre Salsa, precisazioni dell’Unione Naturisti Siciliani.

 

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Comunicato Stampa

Nudisti e polemiche a Torre Salsa, precisazioni dell’Unione Naturisti Siciliani

 

 

Data, 01/08/2018

 

In merito all’articolo apparso Martedì 31 luglio 2018 sul "Giornale di Sicilia", l’Unione Naturisti Siciliani ritiene doveroso chiarire alcuni punti:

Innanzitutto occorre precisare che ciò che è apparso come un evento in realtà rappresenta la normale affluenza della spiaggia nei mesi di luglio e agosto, nessun evento è stato organizzato dall’associazione, né tantomeno è stato allestito un gazebo informativo.

Quando si organizza un evento si presume che lo stesso venga pubblicizzato, cosa che non è stata fatta e sfidiamo chiunque a trovare un solo articolo, volantino o qualsivoglia comunicato in tal senso; di contro il gazebo era di una coppia di naturisti che non fanno parte dell’associazione e che si erano posizionati vicino noi.

L’associazione è presente in spiaggia ogni domenica da ben 6 anni, con i propri soci il cui numero di norma non supera le 25 unità. E così abbiamo fatto anche domenica scorsa. La spiaggia ogni week end si affolla con centinaia di naturisti, molti dei quali sentendosi rassicurati dalla presenza dell’associazione, non si disperdono nella sconfinata spiaggia, ma scelgono di posizionare i loro ombrelloni nella medesima area, area storicamente frequentata da naturisti, come ha avuto modo di deliberare il tribunale di Agrigento nel gennaio 2014.

Quindi delle centinaia di persone citate noi eravamo una piccolissima parte, tutti gli altri erano naturisti che nulla hanno a che vedere con l’associazione. Inoltre non erano presenti in spiaggia due associazioni, la bandiera della Fenait (Federazione Naturista Italiana) era esposta in quanto l’UNS fa parte di essa, la quale a sua volta fa parte dell’INF (Federazione Naturista Internazionale).

Nessun volantinaggio è stato effettuato da soci, nessuno si è mosso lungo la spiaggia a distribuire volantini. La presenza della bandiera attira sempre la curiosità da parte dei bagnanti, anche costumati, i quali si fermano per chiedere informazioni e su richiesta da parte degli interessati sono stati consegnati dei pieghevoli non per pubblicità, ma semplicemente a scopo informativo e in numero assolutamente esiguo da potersi definire attività di volantinaggio.

Molti dei nostri soci sono in possesso di una bandiera dell’associazione, tale bandiera viene esposta in molte spiagge siciliane, anche quando la presenza si rifà ad un semplice nucleo familiare, perché, esporre la bandiera da senso di appartenenza e allontana coloro che nella nudità intravedono comportamenti trasgressivi.

Aggiungiamo altresì che il campo da beach volley posizionato all’inizio dell’area naturista era di un gruppo di ragazzi non appartenenti all’associazione, e che gentilmente si sono offerti di farci esporre la bandiera.

Non un evento quindi, ma una normale domenica dove centinaia di naturisti da tutta la Sicilia (alcuni anche da altre regioni) ed esteri si sono riuniti in maniera spontanea in un tratto di spiaggia in cui la nudità è stata ritenuta lecita da una sentenza del tribunale di Agrigento, e in cui la pratica naturista contribuisce in maniera significativa all’economia di un area geografica che va da Agrigento a Sciacca.

Per raggiungere l’area storicamente frequentata dai naturisti bisogna percorrere più di un km lungo la battigia, siamo consapevoli che un esiguo numero di bagnanti non gradisce la presenza di noi naturisti, ma rappresentano una minoranza, infatti sono molti di più quelli che senza problemi percorrono l’intera costa senza nessun problema, con il costume, a volte indossato nella maniera classica, a volte tenuto in mano per provare tale esperienza e poi indossato nuovamente al ritorno dalla loro passeggiata.

La presenza naturista in spiaggia oscilla dal 30 al 40% della presenza totale, quindi per quanto siamo una minoranza, rappresentiamo una minoranza importante, una minoranza da considerare.

Attualmente il naturismo rappresenta per questa zona un importante fonte di reddito per molte attività commerciali, alcune delle quali sono convenzionate con la nostra associazione, in una realtà in cui i nostri figli sono costretti ad emigrare per trovare lavoro, ignorare le immense possibilità di crescita economica basate sul naturismo equivale a dire ai nostri figli “fatevi le valige e andate a cercare lavoro altrove”. Se è vero che si possono sviluppare altre forme di turismo, è anche vero che di strutture ricettive per gente che utilizza il costume ne è piena l’Italia, ma i posti in cui si pratica il naturismo sono pochi, e meno, molto meno della domanda di mercato.

Una regolamentazione del naturismo aiuterebbe a risolvere alcuni problemi attualmente presenti, quali la presenza di atteggiamenti sessualmente espliciti che a volte si verificano, di cui prendiamo le assolute distanze, e la cui unica difesa attualmente è quella di farci riconoscere tramite l’esposizione della bandiera, portavoce dei nostri valori e della nostra morale.