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12/04/2018 - Comunicato Stampa in relazione al video Facebook sulla spiaggia di Alcamo.

 

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Comunicato Stampa

Video Facebook spiaggia di Alcamo

 

 

Data, 12/04/2018

L’Unione Naturisti Siciliani, venuta a conoscenza del video apparso sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/alcamo.marina.sicilia/, dedicata alla località di Alcamo Marina, ritiene doveroso intervenire sulla vicenda:

Premesso che:
• Il naturismo è uno stile di vita sano, naturale, educativo e familiare;
• Il nudo per un naturista non ha connotazioni di natura sessuale;
• Molti studi condotti sia in Europa che in America dimostrano gli innumerevoli effetti positivi che il vivere la nudità ha sulla psiche dei bambini, (fra gli studiosi più importanti citiamo la dottoressa Marilyn Story).
• U.N.S. condanna e prende le distanze da coloro che manifestano comportamenti sessualmente espliciti in luoghi pubblici, poiché tali comportamenti sono assolutamente contrari alla filosofia e all'etica naturista, lesivi della stessa filosofia naturista, e offensivi verso la dignità di ogni singolo naturista.

L’UNS chiede ai giornalisti e alle autorità di non alimentare l'opinione pubblica con informazioni e atteggiamenti, confondendo chi pratica la semplice nudità da chi assume comportamenti irrispettosi verso gli altri e contrari ai nostri valori e stile di vita.

Nel merito della circostanza emersa sulla Spiaggia di Alcamo, faremo il possibile per comprendere la situazione e il disagio delle persone che hanno manifestato il proprio disappunto, certamente siamo a totale disposizione delle autorità e saremmo felici di poter collaborare con le stesse al fine di trovare un modo di regolamentare la fruizione naturista del luogo e di contrastare qualsiasi atteggiamento che dovesse emergere in contrasto a questa filosofia.

Ricordiamo a tutti i destinatari del presente comunicato quanto segue:
In mancanza di una legge specifica per la pratica naturista (o nudista), nel giudicare la legittimità dello stare nudi, ci si rifà alla sentenza della Cassazione 3557 del 2000, la quale rappresenta il più alto grado di giudizio espresso in materia e la quale recita:
”… E' evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale di un modello o di un artista in un'opera teatrale o cinematografica, ovvero in un contesto scientifico o didattico, o anche di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata, mentre invece suscita certamente disagio, fastidio, riprovazione chi fa mostra di sé, ivi compresi gli organi genitali, in un tram, in strada, in un locale pubblico…”

Un principio fondamentale del nostro codice penale recita:
“Tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge è permesso”. Di fatto non esiste una legge che vieti il naturismo, né tanto meno esiste una legge che indichi quanti e quali centimetri del nostro corpo devono essere coperti in una spiaggia.

L’articolo del codice penale (ormai depenalizzato) che si prova ad affibbiare ai naturisti è l’articolo 726 “atti contrari alla pubblica decenza”.
Il naturismo in realtà non costituisce una violazione dell’art. 726 (atti contrari alla pubblica decenza) in quanto il naturista "sta" nudo e trovandosi in uno "stato" non compie alcun "atto" ed è agli "atti" che l'articolo 726 si riferisce. Ciò viene attestato dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 1765 del 2000.

L’area in cui è stato girato il video, come ammesso dai giornalisti stessi, è un’area in cui la pratica nudista è ormai una consuetudine che va avanti da decenni. Intraprendere azioni di contrasto nei confronti di chi pratica la nudità in una spiaggia come quella di cui sopra rappresenterebbe un atto illegittimo e un eventuale ricorso porterebbe solo ad un consolidamento della giurisprudenza a favore del naturismo, così come è già avvenuto in tutto il resto d’Italia. Situazione diversa in presenza di atti sessualmente espliciti che rappresentano un reato punibile secondo l’art. 527 del codice penale oltre che a rappresentare comportamenti assolutamente contrari alla filosofia naturista.

In Sicilia su 1000 km di costa vi sono appena una decina di spiagge frequentate dagli amanti della tintarella integrale, e se da un punto di vista legale la pratica della nudità in spiaggia non costituisce più un reato, da un punto di vista culturale rappresenta un segno di civiltà rispettare questo che possiamo definire come una minoranza culturale.