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19/07/2016 - da: Corriere del Mezzogiorno - articolo di: Andrea Cassisi
Un duro ma corretto articolo che mette in evidenza le carenze della spiaggia autorizzata di Gela. Nell'articolo originale anche il videoreportage fatto dal giornalista.  

A due passi dall’arenile: amianto, inerti, copertoni e rifiuti di ogni genere.

Inoltre nella cartellonistica, installata pochi giorni fa in versione multilingue, si legge che è vietata la balneazione a causa dell’inquinamento dell’acqua.


Altro che spiaggia naturista. L’area autorizzata dall’amministrazione comunale di Gela è immersa in una vera e propria discarica. A due passi dalla spiaggia in contrada Bulala, amianto, inerti, copertoni e rifiuti di ogni genere fanno da biglietto da visita. Anche un tratto di arenile è invaso da plastica proveniente dai vicini impianti serricoli, erbacce e sterpaglie. Nella cartellonistica, installata pochi giorni fa in versione multilingue, si legge che è vietata la balneazione a causa dell’inquinamento dell’ acqua. Ai bordi di una lunga trazzera che costeggia l’area della raffineria, in direzione est verso Vittoria, e che sfocia in uno dei sei chilometri di spiaggia naturista autorizzata, cumuli di spazzatura e residui di incendi.

Messinese: bonificheremo la zona
«Abbiamo già preso atto della presenza dei rifiuti - dice Domenico Messinese, sindaco di Gela - e siamo già a lavoro per bonificare nel più breve tempo possibile la zona. L’area naturista - prosegue - l’abbiamo solamente ufficializzata. Abbiamo messo in moto la macchina amministrativa per accelerare la pulizia e rendere fruibile e sana l’area attraverso progetti eco-sostenibili che salvaguardino il mare e il costone roccioso. Ci sono già privati interessati ad attrezzare l’area per il bisogno dei bagnanti».

 

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